Ricerca e Sviluppo

Il termine “Ricerca e Sviluppo” è generalmente riferito al settore di un'impresa industriale (uomini, mezzi e risorse finanziarie), coinvolto nello studio di innovazioni tecnologiche da utilizzare per migliorare i propri prodotti, crearne di nuovi, o migliorare i processi di produzione.

La competitività sui mercati internazionali può essere realizzata attraverso l’innovazione nella ricerca, la disponibilità di capitale umano qualificato e la capacità di utilizzare le nuove conoscenze per lo sviluppo tecnologico.

Fine primario per garantire un incremento di competitività è l’integrazione fra innovazione e ricerca soprattutto a livello internazionale. Sono stati creati perciò vari strumenti di agevolazione finanziaria e fiscale a supporto della ricerca industriale delle imprese.

Ricerca e Sviluppo in Italia: I Programmi Nazionali di Ricerca (PNR)

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il MIUR, è preposto all'amministrazione dell'Università e della ricerca. In riferimento all’ambito della Ricerca e dello Sviluppo tecnologico il MIUR elabora dei Programmi Nazionali della Ricerca, i cosiddetti PNR, dei “documenti programmatici”, volti a definire il quadro di contesto, gli obiettivi generali, le opportunità per la ricerca italiana nel contesto nazionale ed internazionale ed il quadro dei possibili interventi in tale settore.

I PNR trattano organicamente i temi della ricerca e dell’innovazione creando fra di essi rilevanti collegamenti ed integrazioni. Il PRN viene aggiornato annualmente.

Il PNR prevede principalmente i seguenti interventi:

  • intensificazione della collaborazione e cooperazione fra sistema pubblico e privato nell’ambito della Ricerca e dello Sviluppo Tecnologico e Scientifico
  • promozione di progetti scientifici e tecnologici a carattere innovativo
  • agevolazione di “spin off ” e “start up” di nuove imprese ad alta tecnologia
  • valorizzazione dell’eccellenza e della meritocrazia
  • focalizzazione su punti di forza e su settori strategici, l’internazionalizzazione, la multidisciplinarità e la multifunzionalità
  • incremento nei fondi e nei finanziamenti

Attualmente è già stata elaborata una bozza del PNR 2010-2013 che vede come obiettivi primari il potenziamento del sistema di ricerca (Aree di ricerca curiosity driver, ricerca fondamentale per lo sviluppo di nuove tecnologie abilitanti, potenziamento delle infrastrutture di ricerca strategiche per renderle competitive a livello internazionale, internazionalizzazione della R&S) e l’incremento della competitività del sistema produttivo (Aree tecnologiche prioritarie per la competitività del sistema, innovazione diffusa e rafforzamento dei sistemi produttivi, accesso al credito e capitalizzazione delle imprese ).

Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai settori delle energie alternative, al nucleare, all’agricoltura, all’ambiente, al “Made in Italy” ed alla mobilità sostenibile

Fondamentali azioni di sistema previste consistono nell’integrazione fra azioni regionali, nazionali ed europee e nel incremento di una fusione fra Nord e Sud Italia anche nel coinvolgimento nel campo della Ricerca e dello Sviluppo.

I Protagonisti della Ricerca e dello Sviluppo Tecnologico in Italia

I protagonisti della Ricerca e dello Sviluppo Tecnologico in Italia sono molteplici, ciascuno con competenze e ruoli propri e con il coinvolgimento del settore pubblico e privato. Molte imprese ed istituzioni private assieme al settore pubblico presentano un grande engagement: numerosi sono gli Enti Pubblici di Ricerca ed altre istituzioni pubbliche, quali per esempio le Università, che presentano speciali settori volti alla Ricerca Tecnologica e Scientifica. Di fondamentale importanza appare anche il sostegno fornito dalle istituzioni pubbliche italiane, che mettono parte del budget statale a disposizione della Ricerca e dello Sviluppo.

Le Regioni

Le Regioni italiane si presentano molto attive nel campo della Ricerca e dello Sviluppo: tramite lo stanziamento di propri fondi danno la possibilità ad imprese ad alta innovazione, pubbliche e private, di sviluppare nuove conoscenze e nuove tecnologie, garantendo così un incremento nella produttività aziendale, soprattutto nei campi delle nanotecnologia, delle biotecnologie e dell’informatica.

I Ministeri

Parte dell'attività istituzionale di alcuni Ministeri è rivolta al settore della Ricerca e delle Sviluppo. In tal senso si cerca di creare ed incentivare collaborazioni con numerose realtà nazionali e internazionali.

Enti ed Istituzioni di Ricerca

Nel Sistema Innovativo Nazionale gli Enti di Ricerca rivestono particolare importanza ed il PNR 2005-2009 ha ribadito in più punti la loro missione e ne ha definito i nuovi indirizzi, colmando così una grave lacuna in materia. Gli Enti ottengono le agevolazioni necessarie per concretizzare i loro obiettivi sempre più complessi e che per tal motivo richiedono una forte concentrazione di risorse e di know how. Numerosi sono in Italia gli Enti e gli Istituti attivi nell’ambito della Ricerca e dello Sviluppo, segue una lista con i nominativi di maggiore importanza:

  • Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
  • AREA Science Park - Consorzio per l'Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste
  • Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA)
  • Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM)
  • Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
  • Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)
  • Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)
  • Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi
Istituti che fanno capo al Ministero degli Affari Esteri
  • Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP)
  • Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e la Biotecnologia (ICGEB)
Istituti e Organismi che fanno capo al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
  • Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
  • Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA)
  • Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (ICRAM)
Istituti che fanno capo al Ministero dell'Economia e delle Finanze
  • Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE )
  • Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)
Istituti che fanno capo al Ministero della Salute
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
  • Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGE.NA.S)
  • Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS)
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Istituti che fanno capo al Ministero delle Attività Produttive
  • Istituto per la Promozione Industriale (IPI)
  • Agenzia Nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA)
  • Istituti che fanno capo al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
  • Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA)
  • Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA)
  • Istituti di Ricerca e Sperimentazione Agraria (IRSA)
  • Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN)
  • Unità di Ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione Forestale (CRA-MPF)
  • Istituto Sperimentale Italiano "Lazzaro Spallanzani"
  • Laboratorio Centrale di Idrobiologia
  • Istituti che fanno capo al Ministero delle Comunicazioni
  • Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Indormazione (ISCOM)
  • Consorzi universitari e Organizzazioni
  • Consorzio Interuniversitario per le Biotecnologie (CIB)
  • Consorzio Interuniversitario Lombardo per l'Elaborazione Automatica (CILEA)
  • Consorzio Interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca (CASPUR)
  • Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica (CINI)
  • Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (CNIT)
  • Consorzio Interuniversitario "Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi" (INBB)
  • Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM)
  • Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE)
  • Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT)
  • Laboratorio di Luce di Sincrotrone ELETTRA
  • Rete Informativa Scienza e Tecnologia (RISeT)
Istituti scientifici speciali
  • Accademia Internazionale di Bergamo per le Scienze Mediche Avanzate
  • Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (AIRI)
  • Associazione Levi-Montalcini
  • Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d`Italia (ANIMI)
  • BIC La Fucina
  • BioGeM
  • Biotecne - Consorzio per le Ricerche e lo Sviluppo delle Biotecnologie
  • CEINGE Biotecnologie Avanzate
  • Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
  • Centro di Ecologia Teorica ed Applicata (CETA)
  • Centro di Oncobiologia Sperimentale (COBS)
  • Centro di Ricerca in Matematica Pura ed Applicata (CRMPA)
  • Centro di Ricerca Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4)
  • Centro Nazionale per le Risorse Biologiche (CNRB)
  • Centro per la Ricerca Elettronica in Sicilia (CRES)
  • Centro Provinciale Ricerche Bonomo per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura
  • Centro Studi di Economia Applicata all’Ingegneria di Catania (CSEI)
  • CIES - Scuola Superiore Majise - Centro di Ingegneria Economica e Sociale
  • Colosseum Combinatorial Chemistry Centre for Technology
  • Comitato di Parlamentari per l’Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo Sostenibile – Onlus (COPIT)
  • Consorzio Campano di Ricerca per l'Informatica e l'Automazione Industriale (CRIAI)
  • Consorzio CETMA - Centro di Progettazione, Design e Tecnologie dei Materiali
  • Consorzio Italbiotec
  • Consorzio Italiano per la Ricerca in Medicina (CIRM)
  • Consorzio per la Ricerca in Elettronica Industriale Veneto (CREI VEN)
  • Consorzio per la Ricerca Scientifica e Tecnologica (CORITECNA)
  • Consorzio per la Sperimentazione e la Divulgazione delle Tecniche Irrigue (COTIR)
  • Consorzio Roma Ricerche
  • COTEC - Fondazione per l'Innovazione Tecnologica
  • Ev-K2-CNR - Ricerca Scientifica e Tecnologica in Alta Quota
  • Fondazione Biomedica Europea – Onlus (FBE)
  • Fondazione Carlo e Dirce Callerio
  • Fondazione di Ricerca Istituto Carlo Cattaneo
  • Fondazione ELBA
  • Fondazione Europea B. Ramazzini
  • Fondazione Istituto Gramsci
  • Fondazione Politecnico di Milano
  • Hydrocontrol
  • Istituto Affari Internazionali (IAI)
  • Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
  • Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici Eduardo R. Caianiello (IIASS)
  • Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM)
  • Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani
  • Istituto Superiore di Ricerca e formazione sui Materiali speciali per le Tecnologie avanzate (ISRIM)
  • Istituto Superiore Mario Boella (ISMB)
  • Marche Innovation Training (MIT)
  • Neuroscienze PharmaNess
  • SAGO - Società di Ricerca per l'Organizzazione Sanitaria
  • Scienter
  • Semeion - Centro Ricerche di Scienze della Comunicazione
  • Tecnoalimenti - Società Consortile di Ricerca Tecnobiologica applicata all'Industria Alimentare
  • TCN - Tecnologie per il calcolo numerico. Centro Superiore di Formazione

Le Associazioni, Istituti e Fondazioni attivi nel campo della Ricerca e dello Sviluppo Scientifico e Tecnologico

Associazioni
  • Agenzia Italiana per la Promozione della Ricerca Europea (APRE) (www.apre.it)
  • Confindustria (www.confindustria.it)
  • Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) (www.crui.it)
  • Rete Italiana per la Diffusione dell'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle Imprese (RIDITT) (www.riditt.it)
  • Associazione Parchi Scientifici Tecnologici Italiani (APSTI) (www.apsti.it)
Istituti
  • Istituto per la Promozione Industriale (IPI) (www.ipi.it)
Fondazioni

Università

L’engagement nella Ricerca e nello Sviluppo da parte delle università italiane, statali e private, è di fondamentale importanza: Nel 2006 il 30,3% delle spese totali nazionali per la Ricerca e lo Sviluppo viene sostenuto da queste strutture. Gli investimenti destinati ai Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale sono in aumento. Gli specifici interventi a sostegno dei ricercatori e dottorandi sono numerosi. In generale va detto che nel territorio italiano sono attive 95 università, di cui 67 pubbliche (dati 2006).

Imprese

L’Italia ha una quota di contribuzione statale alla Ricerca e lo Sviluppo più alta che in USA, nel Regno Unito, in Francia ed in Germania, mentre il finanziamento delle imprese private italiane alla Ricerca ed allo Sviluppo è da sempre risultata essere molto basso e limitato. Le imprese italiane private sono prevalentemente di piccola, medio-piccola dimensione (circa 100 addetti) e possono coprire solo una piccola parte della spesa in Ricerca e Sviluppo. Inoltre hanno meno necessità di investire in questo settore per competere sul loro mercato. Per tal motivo, al fine di aggiornare e rendere il sistema produttivo italiano più innovativo in termini scientifico-tecnologici, le imprese devono essere predisposte ad una revisione strutturale che consenta di specializzarsi in quei settori volti alla Ricerca ed allo Sviluppo.

I Parchi Scientifici e Tecnologici

Con il termine Parco scientifico, o Parco Scientifico e Tecnologico, Tecnopoli, oppure Tecnocentro, si individuano realtà spesso molto diverse fra loro quanto a finalità, organizzazione e tipo di attività. Numerose sono le definizione fornite, sintetizziamo di seguito gli aspetti in comune:

  • I Parchi Scientifici e Tecnologici sono il frutto di una collaborazione tra imprese, università, istituzioni e centri di ricerca pubblici e privati, con il fine di promuovere, sviluppare e coordinare la ricerca e l’innovazione in ambiti territoriali determinati.
  • Il Parco Tecnologico è uno strumento di interfaccia tra i principali attori del territorio.
  • Lo sviluppo della competitività del territorio avviene attraverso progetti di trasferimento delle conoscenze e fornendo servizi di supporto all’innovazione.
  • L’obiettivo fondamentale è per tutti i Parchi Scientifici e Tecnologici quello dello sviluppo delle conoscenze e del valore aggiunto alle produzioni locali attraverso la crescita e la trasformazione delle attività imprenditoriali.
  • Gli strumenti utilizzati dai Parchi Tecnologici sono l’incubazione di nuove imprese, l’ideazione e la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo e di diversificazione, la creazione di Venture Capital, il trasferimento di tecnologie, la ricerca di informazioni su mercati e la creazione di garanzia a sostegno dei diritti di proprietà intellettuale, un opportuno marketing del territorio per attrarre investimenti nazionali e esteri, ed, in fine, la formazione.
  • I Parchi realizzano partnership tra le necessità di innovazione delle imprese e il patrimonio di conoscenze dei Centri di ricerca.
  • I Parchi Scientifici e Tecnologici sono costituiti in forma di consorzio, società consortile o società per azioni, con partecipazione maggioritaria di privati.

Ci sono oggi diverse migliaia di imprese che sono partner dei Parchi italiani per un giro d’affari di oltre 10 miliardi di euro. I parchi sono di norma specializzati per attività. Tale specializzazione deve rispondere agli specifici bisogni di sviluppo industriale del territorio, in modo da favorire un forte legame con la realtà industriale presente. I principali settori di impiego sono l’ICT, l’agroalimentare, le biotecnologie, le automazione e l’ambiente.

Nascita dei Parchi Scientifici Tecnologici in Italia

A livello nazionale le prime strutture di PST italiane risalgono agli Anni Sessanta. Il primo PST nasce nel 1969 a Bari, Puglia, con il nome CSATA e come Consorzio tra università, aziende private, banche ed enti pubblici. I PST venivano appunto visti come possibili strutture di collegamento fra università, aziende private ed enti pubblici nel campo della Ricerca e dello Sviluppo. Di notevole entità è stato il supporto che lo Stato italiano ha destinato alla nascita dei PST in Italia, presentando, a livello europeo, una fra le più elevate quote di sostegno alla Ricerca e allo Sviluppo. Fra i primari scopi che spingono i promotori di un Parco Scientifico Tecnologico alla sua realizzazione sono individuabili i seguenti:

  • Ricerca, Sviluppo, trasferimento e diffusione di tecnologie e conoscenza
  • Innalzamento qualitativo e quantitativo delle attività produttive ed amministrative locali
  • Qualificazione dell’area territoriale
  • Valorizzazione delle risorse umane

Distribuzione Parchi Scientifici e Tecnologici per Regioni italiane

Secondo la Rete Italiana per la Diffusione dell’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle Imprese (RIDITT) sono 44 i Parchi Scientifici e Tecnologici operanti in Italia. L’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI) propone, nella sua pagina web, un elenco dei principali Parchi Scientifici e Tecnologici attivi.

Distretti Tecnologici – Industriali

Il distretto industriale è un’area nella quale si concentrano numerose piccole e medie imprese appartenenti allo stesso settore e caratterizzate da una forte integrazione. Caratteristica è la specializzazione delle singole imprese che formano un distretto in differenti fasi del produzione ed un rapporto di sub-fornitura. Il modello dei distretti è molto diffuso in Italia; si contano oggi circa 200 distretti, diffusi sulla penisola. Il loro successo è legato principalmente alla fisionomia delle imprese italiane, caratterizzate da ridotte dimensioni e alta specializzazione.

Nascita ed Evoluzione dei distretti tecnologici-industriali in Italia

Il termine "distretto industriale" è stato utilizzato per la prima volta dall'economista inglese Alfred Marshall, nella seconda metà del XIX secolo. «Con il termine distretto industriale si fa riferimento ad un'entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese, facenti generalmente parte di uno stesso settore produttivo, localizzato in un'area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza». Dal 1991 con la legge 317 lo status di “distretto industriale” è giuridicamente riconosciuto dalla legge italiana, ed è definito come «aree territoriali locali caratterizzate da elevata concentrazione di piccole imprese, con particolare riferimento al rapporto tra la presenza delle imprese e la popolazione residente nonché alla specializzazione produttiva dell'insieme delle imprese. Nei distretti oltre al coordinamento ed alla collaborazione si trova anche una forte competitività, che conferisce al sistema un elevato dinamismo. Sin dagli anni settanta la formazione di distretti industriali ha avuto particolare attenzione in Italia.

Centri di Eccellenza

I Centri di eccellenza universitari nella Ricerca sono stati finanziati per la prima volta nel 2000. Obiettivo di tale finanziamento è incentivare e sostenere la ricerca in una determinata area guidata da docenti o ricercatori afferenti ad una singola università con le seguenti caratteristiche:

  • inter/multidisciplinarietà delle tematiche di specializzazione
  • integrazione delle attività di ricerca con attività di alta formazione
  • partneriato scienza-industria a sostegno della ricerca strategica
  • attrarre i ricercatori italiani attivi all'estero e le personalità scientifiche di livello internazionale, nonché mobilitare i ricercatori tra Università, enti pubblici e privati di ricerca

I criteri sono quelli dell'eccellenza scientifica unita alla possibilità di raggiungere nei tre anni di finanziamento assicurati dal MIUR e dalle università un livello elevato di autosostenibilità, anche attraverso la generazione di "spin-off".